Sorelle dei Poveri

di Santa Caterina da Siena

Fondatrice

Savina Petrilli

Savina, è vissuta tra la seconda metà dell’800 e il primo ventennio del 900 (1851-1923), ha incontrato sul suo  cammino diverse forme di povertà a cui ha cercato di dare una risposta concreta: la tenerezza del suo cuore materno.

Poca cultura e pochi mezzi, ma grande intelligenza, soda pietà, sorprendente apertura mentale e volontà granitica, straordinario senso sociale, cuore grande e precoce pedagogia evangelica, permetteranno a Savina poco più che ventenne di realizzare, un’opera efficace ed imponente tale da inserirsi nel vivo del tessuto sociale e della Chiesa.

È il 29 agosto 1851 quando Savina Maria Assunta nasce, in località Fontebranda, da Celso Petrilli e da Matilde Vetturini. È la secondogenita di una famiglia molto unita e numerosa: quattro fratelli e quattro sorelle, questo è il suo nucleo domestico, ricco di sani valori.

Savina è cagionevole di salute, le diverse infermità la conducono fino alle soglie della morte. Una volta tutti la credettero morta, tanto che rimase ricoperta da un lenzuolo per sei ore di seguito. A causa di questa pessima condizione di salute si pensò di far cresimare la bambina a un anno di età: monsignor Mancini, arcivescovo di Siena, la segnò con il sacro crisma il 2 settembre 1852.

Le condizioni economiche dei Petrilli erano modeste. Il padre  lavorava, come commesso, presso Pietro Bacci, commerciante di pellami. Savina frequentò fino alla terza elementare, la scuola delle Figlie della Carità, presso la Chiesa di San Girolamo. 

Figlia obbediente della Chiesa , ottenne dal Vescovo Monsignor Bindi, a cui aveva sottoposto il suo desiderio di formare una  Congregazione, il consenso di riunirsi con quattro compagne , nella sua casa paterna, e dare inizio a questa famiglia. Era il 7 dicembre 1873. E nel 1874, il 7 settembre, la piccola famiglia , si traslocò in Via Baroncelli, che sotto la guida saggia e illuminata di Savina  crebbe e allargò i suoi rami all’Italia e al mondo. 

Ha saputo scrivere a papi, re, uomini di potere e di cultura, e diffondere le sue idee. Sensibile alle necessità altrui ha sviluppato, nella sua epoca, nella congregazione, un nuovo concetto della carità: educazione e assistenza sociale, ma anche promozione umana. Savina pone grande impegno anche nel formare le sue sorelle: le vuole donne consacrate autentiche e professionalmente preparate secondo le possibilità. Aperta e lungimirante a proposte ardite, grazie a una vita spirituale sorretta da solida virtù, ha grande lucidità, non confonde l’umiltà con la grettezza o l’intraprendenza con la superbia.                        

Ha lasciato questa terra per vivere, nella luce infinita, per sempre con lo Sposo tanto amato , il 18 aprile 1923.

È stata beatificata da San Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro a Roma il 24 aprile 1988.